alessandro gagliardo enrico ghezzi

enrico ghezzi ha (?) quasi sedici anni nel maggio del 1968. Ama Eddy Merckx come Jean Vigo come Max Stirner come gli 8 metri e 90 centimetri di Bob Beamon come… Si occupa di cinema e di televisione (o meglio, e peggio!, ne è occupato). Dal 1979 lavora a Raitre, per la quale ha curato o inventato cicli di film, le 40 ore non stop de La Magnifica Ossessione (1985), e i programmi Fuori Orario, Schegge, Blob (e Publimania e Fine senza fine e Zaum – andare a parare). Dal 1987 al 1994 ha diretto il palinsesto della rete, allora diretta da Angelo Guglielmi.

Gli piace troppo scrivere per non lasciarsi annegare (quasi?) nelle immagini. Ha diretto il festival di Taormina dal 1991 al 1998. Dal 2004 al 2010 ha curato Il Vento del Cinema, festival di incontri tra cinema e filosofia tenutosi nell’isola di Procida (Napoli).

Da regista, ha realizzato alcuni programmi tv, il cortometraggio Gelosi e tranquilli (1988) e dei videoclip (per Franco Battiato, 99 Posse, Morgan).

Ha pubblicato vari libri per Bompiani – dopo aver scritto per una vita su il manifesto, Sole 24 ore, Corriere della sera, Filmcritica. Ha due figlie, un figlio e un nipote.

Come tutti, crede di amare e non sa se è amato.

Tra le sue pubblicazioni si ricordano: le monografie Walt Disney (1985, con Edoardo Bruno) e Stanley Kubrick (1995 ed. aggiornata); le raccolte di scritti critici Paura e desiderio: cose (mai) viste, 1974-2001 (Bompiani, 1995) e Cose (mai) dette: fuori orario di fuori orario (librorale) (Bompiani, 1996); e inoltre Il mezzo è l’aria (Bompiani, 1997), Discorso su due piedi (il calcio) (Bompiani, 1998, con Carmelo Bene), Stati di cinema: festival ossessione (Bompiani, 2002).

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alessandro gagliardo archivista selvaggio, inventore, aperiodico formalizzatore cinematografico, matanghiante. Dal 2005 conduce esperimenti per il cambio di paradigma che dal «fare un film» arrivi allo

«scrivere un libro che si vede». Ha percorso malestrade con persone eccezionali concretando film come Un mito antropologico televisivo, Antropologhia, Alarm!, Alla Grecia, per dirne alcuni e in disordine. 

Da dieci anni studia e progetta un software con il quale è convinto sia possibile rompere l’unidirezionalità di ogni media. Nonostante l’offerta di gloria imperitura e il cinque per cento del brevetto, non ha ancora trovato tasche illuminate.